Artigiani d'altri tempi

Nell'era delle mastodontiche costruzioni in pietra, troviamo delle splendide realizzazioni in bronzo di dimensioni notevolmente ridotte. Realizzare opere in bronzo di maggiori dimensioni avrebbe richiesto fonderie con attrezzature complesse che i nuragici non avevano, non tanto perché incapaci di creare le strutture necessarie, ma a causa dei costi. La materia prima, il bronzo, costava molto più della pietra e in pratica non esistevano committenti disposti a sborsare tanto denaro. Le oltre 500 statuine di bronzo rinvenute, indicano una fiorente attività artigianale diffusa su tutta l'isola. Le analisi di laboratorio effettuate sulle statuette sarde dimostrano che erano "veri bronzi", contenenti tra l'80 e il 90% di Rame e il 5/10% di Stagno. Il Rame veniva ottenuto da miniere locali, mentre lo Stagno arrivava dall' Etruria (Toscana) in panetti ed era una forma di scambio commerciale. La Sardegna beneficiò di questi contatti, imparando nuove tecnologie e nuovi stili, come quelli orientali. La tecnica fusoria era comune, ogni artigiano celava i suoi segreti. Variava la lega, ma soprattutto variavano gli stili, a seconda dell'artefice.